La natura delle cose ama celarsi

“La natura delle cose ama celarsi” è un frammento di Eraclito qui usato come titolo per un percorso di ricerca iniziato nel 2020, nato intorno ad alcune riflessioni su come le dinamiche di fruizione individuale e collettiva si trovino sempre più viziate e compromesse dal collasso mediatico contemporaneo. All’interno di questa cornice ho sviluppato un immaginario esteso, che attraverso un percorso di lavoro relazionale si è declinato in diversi atti performativi, documentati cronologicamente tra il 2020 e il 2022 sulla piattaforma on line Licheni (un progetto curato da NUB Project Space), cui ha fatto seguito un pubblicazione a tiratura limitata edita da Archive Officielle.

In seguito a questa prima fase di ricerca e produzione, ho focalizzato principalmente l’attenzione sullo sviluppo di due opere: la serie di sculture sensibili dette Cimenti e il Transient Mobile, un device monofonico a conduzione ossea per ascolti irripetibili.

In modo diverso e in un certo senso speculare, queste opere sono un invito alla ricerca dell’intenzione, un richiamo alla presenza fisica, al contatto con il sé profondo e con un/l’ altro(ve) che sfugge, se non afferrato per tempo.

Dopo diverse restituzioni pubbliche, cui hanno fatto seguito ottimi riscontri critici, entrambi i lavori si trovano ora in attesa di nuovi contesti di rilancio.

“La natura delle cose ama celarsi” è stato un percorso reso possibile grazie al sostegno di NUB Project Space, Centro di ricerca produzione e didattica musicale Tempo Reale, Radio Papesse, Cava Nardini, Archive Officielle, Les Fac e al contributo di tante persone, di volta in volta accreditate, che con la loro competenza e amicizia hanno permesso a queste visioni di prendere forma.