Malagrazia_______landfall

…un lavoro coraggioso e lontano da qualsiasi schema teatral-musicale…
Lorenzo Nobili on Darkroom

Un lampo improvviso squarcia il silenzio e ci si ritrova improvvisamente immersi al centro dell’azione scenica, fonte primaria da cui sgorga il suono per poi dirigersi repentinamente altrove, alla ricerca di un rinnovato respiro che ne espanda il portato senza mai perdere totalmente il contatto con la propria origine“.
Peppe Trotta on SoWhat

…si tratta di musica di avanguardia, ostica e senza nessuna concessione alla melodia o al pop. Vengono usati strumenti come violoncello, sintetizzatori, chitarra, organo, elettronica, molle e clangori. Le ambientazioni sono minimali, claustrofobiche e distrubanti. Sicuramente ci sono punti di contatto, oltre che con la sperimentazione e la ricerca, anche con certe soluzioni della musica industrial“.
Caesar on Ver Sacrum

Stefano De Ponti non si risparmia in nulla e utilizza tanto strumenti classici quanto la power elettronica più intransigente e pungente. Un disco che sicuramente necessita di molti ascolti per essere compenetrato e capito“.
Marco Giorcelli on Sodapop